martedì 1 maggio 2012

Heart Shaped Box

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(sopra, il Buckeye Buttress, ancella del Motherlode; Heart Shaped Box è l’ultimo tiro a destra. Vicino all’albero, sì, ci si cade quasi sopra se si manca la catena!)

La cena del sabato sera a Red River è sempre una soddisfazione. La consuetudine della compagnia, cui ci siamo volentieri adattati, prevede un lauto pasto da Mi Finca, un ottimo ed economico ristorantino messicano, che serve porzioni adatte a sfamare la voracità dei climber. L’alternativa sarebbe la pizza da Miguel, ma tutto sommato meglio un messicano verace che una pizza americana (con l’aglio).

Incredibilmente, siamo sempre gli ultimi a finire; gli altri spazzolano il piatto in cinque minuti, come se la norma fosse un food “fast”, veloce comunque, anche quando di tempo ce n’è.

Per domenica negoziamo una sveglia alle 7 (qualcuno aveva persino proposto le 6.30); per colazione ci raggiungono Zac e Doug, che hanno dormito in campeggio, portando a 7 il numero di persone occupanti uno spazio di 20 metri quadri più bagno. Con grande sorpresa di tutti, ma soprattutto di Jaco, sono pronta in tempo record, considerando la mia usuale lentezza mattutina. Questione di sopravvivenza. I tiri di riscaldamento sono pochi, e già noi siamo un gruppetto nutrito; se poi aggiungiamo il resto del mondo, il rischio di non riuscire a scaldarsi è molto concreto.

Siamo i primi a parcheggiare, i primi a mettere piede in falesia; tutte le ragnatele che mi si impigliano nel naso lungo il sentiero provano che nessuno ancora è passato di lì, questa mattina. Sono le 8.30. Non credo di avere mai iniziato a scalare così presto, fatta eccezione per le vie lunghe. Poche. L’aria è fresca, leggermente frizzante, e attorno a noi non si sentono altri rumori se non quelli del bosco. Ancora per poco, purtroppo.

Italia Team stamattina è in forma. Ieri è saltato fuori l’appellativo America Team per i nostri compagni di viaggio, e di conseguenza quello di Italia Team per Jaco e me. Balziamo avanti in classifica con lo sprint per arrivare in falesia, e poco dopo mettiamo a segno altri punti quando prima Jaco e poi io infiliamo una dopo l’altro Heart Shaped Box (5.12c).

What’s next? Il Motherlode ci chiama; ci siamo presi una piccola soddisfazione, è ora di passare alle bastonate. Non puntiamo nemmeno troppo in alto: l’obiettivo è 8 Ball, 5.12d (che sarebbe 7c). Secondo Mark, su questa via arrivi alla sezione dura che non sai perché, non sai per come, semplicemente ti si sciolgono gli avambracci. Descrizione quanto mai azzeccata, tanto più che il caldo tropicale concorre ad avvicinarci al punto di fusione. Tempo qualche settimana, e la stagione sarà finita. Si potrà comunque evitare il sole scalando presto al mattino, o nei settori più riparati, ma considerando il poco tempo a disposizione nelle nostre fughe del fine settimana la cosa diventa già molto più faticosa, e complicata.

Anche qui, come ovunque, ci sono quelli che hanno scelto uno stile di vita alternativo, lavori precari e vagabondaggio per il mondo, di falesia in falesia; quelli che non devono tornare a casa perché per un po’ la loro casa sarà qui. Un ragazzo racconta a un amico che se n’è andato da Bishop perché si era stufato, che fino a novembre rimarrà a Red River. Facile invidiarli, mentre carichiamo in macchina zaini e vettovaglie, pronti a metterci in strada. Tra sei ore saremo a casa.

(sotto, Jon indica a Jaco le vie del Motherlode)

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(sotto, ancora una foto di Dylan sul tiro di defaticamento del sabato, No Redemption)

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