domenica 15 aprile 2012

New River - Beauty Mountain


Oggi siamo arrivati in falesia preparati. Abbiamo passato in rivista il settore e identificato i tiri da provare, quelli che - almeno sulla carta - sembrano i più interessanti. In progressione logica, dal riscaldamento sul 6b al tiro più impegnativo, con opzione aperta fra 7c e 7b+, a seconda dell'ispirazione del momento.
Il luogo è Beauty Mountain, sul lato nord della gola, con esposizione a sud. Ogni settore ha uno o più accessi, a volte in comune con altri settori, a volte separati; ma idealmente, la fascia rocciosa su cui ci troviamo è la prosecuzione di Endless Wall, che a sua volta è la prosecuzione di Fern Buttress, la zona in cui ci trovavamo ieri.


A Beauty Mountain, la proporzione fra tiri trad e tiri sportivi è abbastanza sbilanciata a favore del trad, ma la guida assicura che alcune vie spittate sono veri e propri gioielli; pare che il 7a più bello di New River sia qui, e Jaco ha dichiarato il suo obiettivo della giornata, un 5.12c (7b+/c) da quattro stelle che Dan Osman aveva scalato in free solo, dichiarando poi: "Il più divertente free solo che abbia mai fatto. Killer route".

Non c'è ancora nessuno, in giro. All'ombra fa ancora freddo, ma Brain Tweezers, il nostro 5.10c di riscaldamento, si lascia scalare. Sul lato opposto del diedro, proprio di fianco a noi, possiamo vedere la linea di un 7a che sembra magnifico, se non fosse che su 20 metri ci sono solo 4 spit; è interessante notare che a New River la distanza fra le protezioni non significa che la sezione sia facile, anzi spesso è il contrario. Fortunatamente, il prossimo tiro della nostra lista - Disturbance, 5.11d - è protetto decisamente meglio ed è sicuramente all'altezza delle quattro stelle che la guida gli attribuisce; ma non sappiamo ancora che cosa ci aspetta su Gun Club, il 5.12c scelto da Jaco. Lungo le pareti incrociamo qua e là qualche gruppetto di arrampicatori, alle prese con la leggendaria durezza dei 5.10 trad della zona. Fessure che dal basso parlano solo di acido lattico, lotta e sofferenza, altro che gradi facili...

Un local ci chiede sibillino se vogliamo provare Gun Club. Sì, conferma Jaco, Com'è?
Mah, risponde quello, in alto c'è poca magnesite...
Come scopriremo a nostre spese, è stato un tipico caso di reticenza malevola.

Parte Jaco. Uno, due, tre... Quarto spit. Muro liscio, rosso e arancione, reso lucido dal sole. Due tacche, di cui una cementata, piedi da spalmare (ma qui non tengono). La presa successiva a distanza di lancio, non meno. Dopo un quarto d'ora di tentativi ci diamo il cambio, forse la tecnica dell'assedio darà qualche risultato in più. Da una verticale piccolina alla microspallata cementata, riesco a tenerla, mi appoggio a una spallata rovescia e tento disperatamente di far materializzare un appoggio che non c'è con la forza del pensiero. La cosa non funziona, ma almeno abbiamo il metodo; adesso tocca ad Andrew metterlo in pratica.

Salgo su un risalto di roccia per fargli qualche foto, e alzando lo sguardo sulla parte alta della via noto che ci sono solo ragnatele, altro che poca magnesite. Reticenza, vostro onore.
Andrew prova e riprova, ma senza un maledettissimo piede non si va da nessuna parte, e nemmeno lui riesce a inventarsene uno con la forza del pensiero. Conveniamo che la ritirata a questo punto sia inevitabile, mentre Jaco cerca disperatamente un video di Dan Osman sulla via, vuole capire il segreto di quella sezione. E pensare che l'ha fatta in slego. Orecchie basse e coda fra le gambe, andiamo a consolarci su un altro tiro raccomandato, Grace Note (5.12b), dove Jaco passa il chiave con un lancio da manuale e il chiodo due metri sotto i piedi.  Ovviamente scopriamo che c'è un metodo migliore, e che si passa da un'altra parte; ma la disfatta del tiro precedente ci ha un po' avvilito, e ormai partiamo dal presupposto che ogni via nasconda boulder insuperabili.
La soddisfazione della giornata arriva, almeno per me, sotto forma del primo 5.8 trad, con protezioni secondo la guida "adegute ma non abbondanti". Se dio vuole, le prese sono talmente grosse che posso stare mezz'ora a controllare di avere piazzato bene il mio nut prima del run out verso la catena. Non cado nemmeno se mi sparano.
"Com'era Gun Club?" ci chiede il tizio che avevamo incontrato prima sotto la via. Sarà una mia impressione, o sta sorridendo davvero?









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